Lo so è sbagliato, ma io mangio carne


Lo so è sbagliato, ma io mangio carne.
Non so per quanto il mio apparato digerente mi permetterà di azzannare una succulenta bistecca, ma fino a quando il mio stomaco non urlerà pietà io mangerò carne: la grande mucca, il bel coniglietto, il succulento maiale ed anche la gallina Rosita, amica di Banderas.
Già mi vedo i vegetariani, i vegani e i fruttariani di nuova moda correre alla mia porta con i forconi in pugno e sventolando una carota.
Mi rendo conto, che sono comunque una minoranza, ma gli amanti della verza sono ormai moltissimi.
Un paio di settimane fa sono stata al compleanno della Silva e, premurosa com'è lei, da vera vegetariana verace da almeno un decennio, ha previsto un menù veggy e un menù carnivoro, così da dare ampia scelta a tutti i suoi commensali (come mi piace il termine veggy, così semplice, così à la page). La maggioranza, inclusa la sottoscritta, ha optato per il menù vegetariano. Lo ammetto, davvero squisito, un po' agliose le polpette, ma io non sono abituata al gusto dell'aglio. Pollice alzato per la Baracca a Vicenza. Facendo un rapido calcolo, eravamo 20, 15 hanno preso il menu veggy, di cui solo tre sono vegetariani da almeno dieci anni, e 5 hanno optato per la grigliata.
Avendo ben presente questo recente spaccato di vita, l'altro giorno scoppia il caso su Report in merito alle oche della Moncler.
Ve lo devo dire, perché ce l'ho sul gozzo, perché Alicia Silverstone organizza un veggy party al suo bambino di tre anni, perché ci si deve rendere conto che c'è qualcosa che non va.
Dicevamo, servizio di Report sulla Moncler e altre aziende che sfruttano gli animali, piumoni, piumini e cuscini che volando dalle finestre delle case degli italiani, bacheche di facebook inondate di indignazione. Questo il quadro generale. Leggo qualche stato e mi soffermo su quello di un mio amico, scritto bene, so che si indigna con cognizione. A questo punto leggo anche i commenti ed ecco campeggiare il commento che mi fa cascare braccia, mascella, balle che non ho: "io non seguo il gregge, io sono vegetariano, io non seguo la moda come voi caproni, I <3 veggy".
Ok, va bene, certo, ma 'mo te la spiego.
Hai ragione, fai bene ad essere vegetariano, non solo per l'ideologia che sta dietro al vegetarianismo, ma anche per una questione di salute. Hai tutto il mio rispetto e il mio appoggio, ma ti prego non venirmi a dire che essere vegetariani, oggi, non è di moda. Mi spiace ma devi renderti conto che non sei più il salmone che nuota controcorrente, ma sei pienamente inserito in un meccanismo meraviglioso chiamato moda. Vi ricordate la cena di cui vi parlavo sopra? Ecco.
Sì, te lo devo dire essere vegetariani, oggi, fa figo. E tu, amico mio, sei un figo.
Bada bene, non ti sto prendendo per i fondelli e nemmeno ti sto dicendo che devi correre dal macellaio sotto casa a farti fare una collana di salsicce. Anzi ti ammiro, perché hai ragione e perché io non riesco a rinunciare alla carne e mi sento anche un po' in colpa quando mangio il coniglio, pensando alle Niglie di Linda.
Ma ti prego, non facciamo i finti tonti, gli gnorri della situazione, dichiarandoti una minoranza non tutelata.
Tutti e dico tutti i ristoranti, persino il Kubelek ad Asiago, prevedono un'alternativa vegetariana nel menù. Quando si organizza una cena, per l'amico vegetariano, si prepara sempre qualcosa di alternativo. Dieci anni fa ti davo ragione, non ti filava nessuno, anche il fruttivendolo ti rideva dietro lanciandoti le rape, ma adesso siamo in piena moda veggy.
Se non amassi la bistecca così intensamente, cederei pure io (oggi alla Feltrinelli volevo prendere un ricettario di cucina vegetariana, davvero!). Ma no, resto nel mio piccolo angolo, con la mia bistecchina, la mia coscia di pollo, il mio prosciutto crudo, il salame di felino, la soppressa e la mortadella.
Almeno fino a quando non dovrò smettere!

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