Prosciutto, Formaggio, Vitovska e Frasche: l'Osmiza

Mentre si percorrono le strade che da Trieste portano verso il Carso, può succedere di imbattersi in una frasca appesa lungo i bivi delle vie, corredata da una piccola freccia rossa. Questo è il segnale che nelle vicinanze si trova una osmiza.
Durante il regno dell'imperatrice Maria Teresa D'Austria, ai contadini venivano concessi otto giorni (infatti il termine osmiza deriva dallo sloveno osem) per poter vendere presso le proprie abitazioni ed in via eccezionale l'eccedenza derivata dalla agricoltura, dall'allevamento e dalla viticoltura.
Oggi, come allora, i contadini appendono le frasche per poter indicare agli avventori la strada per poter arrivare alla loro osmiza, durante il periodo di apertura. Eh già, perché ancora adesso le osmize non sono aperte tutto l'anno, ma solo in determinati periodi.
Sono delle meravigliose terrazze incastonate sul Carso, dei giardini con porticati pieni di fiori ed edera, cortili con panche e tavole in legno e cantine, in cui si respira aria di casa, rustiche e coccole al medesimo tempo, dove potete gustare formaggi e salumi a km zero, preparati in loco secondo modalità tramandate da generazione in generazione.
Il tutto bagnato con i vini del contadino, su cui troneggia la Vitovska, un vino dal colore giallo paglierino, le cui note aromatiche ricordano le pere Williams, e che, vi assicuro, va giù che è un piacere.
Se passate per Trieste non potete assolutamente esimervi dal provare l'ebrezza di andare in osmiza a prendere un po' di fresco e rilassarvi in un ambiente bucolico e divertente.
Per trovare l'osmiza aperta, nel periodo in cui siete a Trieste, potete consultare il sito www.osmize.com.
 



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