Demar Caffè: un giorno in torrefazione

Il profumo del caffè mi riporta da sempre a ricordi legati alla mia infanzia.

L’aroma che mi ha accolta mercoledì 28 febbraio, durante la mia visita alla Torrefazione Demar Caffè di Udine, mi ha riportata indietro nel tempo, a quando da bambina aspettavo mamma o papà alla fine della scuola in una piccola pasticceria di Vicenza che faceva anche vendita di caffè al dettaglio.

Trovare una famiglia che dal 1968 si tramanda con passione e amore i segreti della loro miscela e lavora nel rispetto delle tradizioni tramandate di padre in figlio, mi ha fatta sentire subito a mio agio, come quando da bambina restavo al bancone della pasticceria con il naso all’insù ad assaporare ogni profumo.

A fare da cicerone durante la visita alla torrefazione è Daniele De Marchi, che guida l’azienda al fianco di sua madre Edda e di suo fratello Stefano, e che con trasporto racconta il lavoro della sua famiglia. 
Tra i sacchi di juta, nei quali arriva il caffè, inizia la scoperta del viaggio del chicco dal Sud America, dall’Africa e dall’Asia fino alla tazzina del bar. 
Il caffè verde, dopo essere stato selezionato, testato e pulito, arriva in azienda e qui viene sottoposto ad ulteriori controlli di qualità, fatti dagli stessi titolari, così da poter garantire l’alto standard qualitativo che contraddistingue da sempre la Demar Caffè. 
Una volta creata, la miscela viene tostata a legna, secondo l’antica tradizione di famiglia. In questa fase del procedimento, è essenziale l’esperienza e l’arte del mastro torrefattore, che si occupa con maestria e sapienza della lenta tostatura dei chicchi, quasi il doppio del tempo che si impiega normalmente. Anche la ricerca del legno più adatto è fondamentale per non rovinare l’intenso aroma del caffè. Per questo processo, viene impiegata solo legna di faggio certificata. 
I chicchi tostati vengono quindi lasciati raffreddare in una grande vasca e trasferiti, successivamente, dal mastro torrefattore nei silos, così che gli aromi si mescolino in modo naturale. Al termine del riposo, il caffè è pronto per essere confezionato, con moderne attrezzature, approvate e calibrate per non alterarne la fragranza. 
Non solo torrefazione, ma anche scuola. Per supportare i propri clienti, la Demar caffè ha fondato una scuola, nella quale i baristi in formazione apprendono l’arte del “saper fare”, affinché il consumatore possa beneficiare di tutto il gusto e l’aroma del caffè fatto bene, come si suole dire.
Vi confesso che ho provato anch’io a preparare il caffè nella scuola in azienda e me la sono cavata niente male.


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