Il Rito del Caffè: un momento tutto italiano


“Io a tutto rinuncerei tranne a questa tazzina di caffè…E me la devo fare io stesso, con le mie mani. Chi mai potrebbe prepararmi un caffè come me lo preparo io?... Lo vedete il becco? Pare niente, questo coppitello, ma ci ha la sua funzione… E già, perché il fumo denso del primo caffè che scorre, che poi è il più carico, non si disperde. Come pure, professò, prima di colare l’acqua…nella parte interna della capsula bucherellata, bisogna cospargervi mezzo cucchiaino di polvere appena macinata. Un piccolo segreto! In modo che, nel momento della colata, l’acqua, in pieno bollore, già si aromizza per conto suo… Perché poi quella è la cosa più difficile: indovinare il punto giusto di cottura, il colore… a manto di monaco… È una grande soddisfazione…”  
Questi fantasmi, Eduardo De Filippo.

Il caffè e l’Italia: una lunga storia d’amore che inizia nel 1615, quando le navi della Serenissima iniziarono ad importare l’oro verde dalla Turchia.
L’Italia e il rito del caffè: quel momento che ognuno di noi si costruisce, in cui scegli di abbandonarti per pochi secondi ad un momento che sembra eterno, tra la densità, il corpo e la struttura della miscela in una tazzina.

Così inizi la mattina riempiendo il serbatoio della moka con l’acqua sino alla valvola, il filtro pieno di caffè macinato, quindi, la macchinetta posta sul fuoco. Inizia l’attesa: ecco il borbottio dell’acqua, che abbraccia la polvere, infine il caffè, che con delicatezza esce. Tolta la moka dal fuoco prima che tutta la delizia sia uscita, dai una mescolata alla crema e riempi la tazzina. Il silenzio che segue è il calore che inonda tutto il corpo, è l’attimo che dà inizio alla giornata.

E se la moka è sempre nel tuo cuore, a farle compagnia c’è la macchina per l’espresso, dove la sinfonia del rito del caffè si arricchisce di suoni e colori, dove la crema ne fa da padrona, restando persistente nella tazzina. Ed allora la giornata comincia con il colpo secco del dosatore, il brontolio dell’acqua nella macchina, il caffè che si tuffa nella tazzina, il cucchiaino che frange la crema vellutata, color nocciola. Mentre ti porti alla bocca il caffè, il suo aroma ti pervade le narici: il cioccolato, la legna, il sentore di frutta secca. Il suo gusto pieno e rotondo, in un persistente amaro e dolce, ci regala un inizio perfetto.
Io? Io appoggio la mia tazzina di caffè Demar, pensando al momento in cui mi concederò un’altra pausa in sua compagnia.

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