Non è Pasqua senza Fugassa

"Xe Pasqua, xe Pasqua
che caro che go
se magna a fugassa e anca il cocò
se vado in cusina
e trovo l’agneo
 se vede e se usa 
magnar anca queo;
se bevo un tantin de Marsala
vusto che non salta e che bala?
Si, si, papà caro
se tutti i putèi fusse come mi
voria che Pasqua fusse ogni dì".
Recita la poesia, che racconta la tradizione culinaria delle tavole venete. C'è l'agnello, il bicchiere di vino che fa ballare e la focaccia. Se nel tempo le abitudini sono cambiate e in molte tavole il brodo si è sostituito ai risotti, l'agnello ha lasciato il passo ad altre carni o addirittura a secondi piatti vegetariani, la fugassa non può mancare per chiudere il pranzo pasquale.
La focaccia veneta è un dolce, che vanta origini molto antiche. Secondo la leggenda, la fugassa nasce nel laboratorio di un fornaio trevigiano che, proprio in occasione della Pasqua, decise di aggiungere all'impasto del pane altri ingredienti, quali uova, burro e zucchero, in piccole quantità dati i costi, ottenendo così un pane dolce da regalare ai suoi clienti. 
Si era soliti prepararlo anche in occasione di un fidanzamento con all'interno nascosto l’anello, per poi essere regalato alla famiglia della futura sposa.
Originariamente la focaccia era il dolce dei poveri, ma con il tempo i pasticceri lo nobilitarono, modificandone la ricetta e rendendola più strutturata: infatti la fugassa veneta è un dolce caratterizzato da una lunga preparazione. 
È un dolce complesso che richiede ben tre lievitazioni, a distanza di ore l’una dall'altra. Può essere cotto sia in uno stampo a forma di colomba che cilindrico ed in tal caso si incide una croce sulla superficie.
Se volete cimentarvi anche voi nella sua preparazione, vi lascio la ricetta della tradizione. 

Ingredienti:
Per il lievitino:
100 g farina (mix manitoba e ’00)
20 g zucchero 
80 g latte intero a temperatura ambiente 
10 g lievito di birra secco 
Per il primo impasto:
370 g farina (mix manitoba e ’00)
3 uova
70 g burro 
130 g zucchero
Per il secondo impasto:
300 g farina (mix manitoba e ’00)
1 uovo
100 g burro 
100 zucchero
6 cucch. Spumadoro

Per prima cosa è necessario preparare il lievitino: sciogliamo il lievito di birra in una ciotola con il latte tiepido. Quindi, aggiungiamo la farina, mescolando energicamente per ottenere un impasto morbido. Mettiamo il composto a riposare per un’ora in un luogo tiepido, con un panno inumidito sopra.
Passata l’ora, possiamo passare a preparare il primo impasto: su una spianatoia di legno, oppure in una planetaria, versiamo la farina. Facciamo un buco nel centro e aggiungiamo 3 uova, il burro sciolto a bagnomaria e lo zucchero. Uniamo anche il lievitino e lavoriamo l’impasto per una decina di minuti finché non sarà elastico e omogeneo. Lasciamolo lievitare per 3 ore, con un panno umido sopra, finché il suo volume non raddoppia.
Sulla spianatoia prepariamo un secondo impasto con la farina, un uovo, il burro sciolto a bagnomaria e lo zucchero. Aggiungiamo anche i sei cucchiai di spumadoro (un aroma per dolci che potete trovare nei supermercati) e lavoriamo l’impasto. Uniamolo quindi al primo impasto, che nel frattempo sarà lievitato. Aggiungiamo un pizzico di sale e continuiamo a impastare.
Mettiamo il composto nello stampo per focacce e lasciamolo lievitare per tutta la notte. 
La mattina dopo avremo un impasto più che raddoppiato.
Prima di infornarlo facciamo un taglio a croce sulla superficie con un coltello ben affilato e poi spennelliamo con un po’ di latte e, se piace, aggiungiamo un po’ di granella di zucchero e delle mandorle. Cuociamo in un forno preriscaldato a una temperatura di 180 gradi per circa un’ora. 
Serviamo una generosa fette con un generoso goto di prosecco.

Commenti

Post più popolari